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Aeroporto, Maggiori: "Niente allarme rosso, ma teniamo gli occhi aperti"
Il Sant'Anna è a rischio chiusura, mentre i treni a lunga percorrenza sono stati soppressi

“Non c’è ancora l’allarme rosso, ma noi terremo comunque gli occhi aperti”. E’ quanto ha dichiarato a “Giornaradio”, programma di Radio Studio 97, il direttore generale dell’aeroporto Sant’Anna Marcella Maggiori che ha aggiunto: “Bene ha fatto il mondo della politica a sollevare la questione e il fatto che ci sia stata una reazione di questo tipo è una cosa molto positiva . quando ci sono vicende importanti come queste il mondo delle istituzioni deve essere compatto, ed è quello che sta accadendo”. La Maggiori, inoltre, ha ricordato che l’aeroporto Sant’Anna beneficia degli oneri di servizio in quanto la nostra è considerata un’area di sviluppo.
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Il presidente della Provincia, Stano Zurlo, ha richiesto al prefetto di Crotone, Vincenzo Panico, di convocare un incontro urgente con i sindaci e le associazioni di categoria per discutere delle difficoltà che vive l’aeroporto pitagorico, unica struttura strategica del territorio per quanto riguarda i trasporti. “In questi giorni notizie di stampa - dichiara il presidente della Provincia - riportano le intenzioni del Governo nazionale di inserire il S. Anna tra i cosiddetti aeroporti complementari e quindi a rischio chiusura”.
A tal proposito Zurlo, nella giornata di oggi, ha scritto al Premier Mario Monti ed al ministro Passera per richiedere un incontro. “Ciò - dichiara Zurlo - per capire quali siano le strategie del Governo nazionale in questo settore e per scongiurare una tale eventualità che avrebbe riflessi pesantissimi per il crotonese, territorio già notevolmente marginale ed isolato dal resto del Paese. A breve- conclude il presidente della Provincia - verrà convocato un Consiglio provinciale straordinario ed aperto dedicato proprio alla vicenda aeroporto”.
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L’aeroporto di Crotone a rischio di declassamento, da far rientrare negli scali detti “complementari” insieme a quello di Reggio Calabria! In qualità di capogruppo consiliare di “Manifesto per Crotone, sento il dovere di esprimere sconcerto per la proposta del Ministro Passera, che sicuramente non ha a cuore i problemi del Sud Italia. Ancora una volta la nostra Regione, ed in particolare il nostro territorio viene mortificato e reso terra di nessuno. Voglio riportare alla mente dei cittadini una serie di motivi per cui il sant’Anna ha le caratteristiche per non essere declassato.
1) Aeroporto definito sociale, visto che non abbiamo collegamenti ferroviari e stradali adeguati e serve una regione periferica in via di sviluppo e beneficia degli oneri di servizio pubblici per avere i servizi di linea necessari ad avvicinare Crotone al resto del paese.
2) Aeroporto indicato dalla protezione civile come unica porta d’ingresso per i soccorsi in caso di eventi sismici catastrofici, che in termini semplici vuol dire che lo scalo Sant’Anna è il più sicuro della regione.
3) Crotone ospita il Centro accoglienza più grande d’Europa. Città scelta non a caso, ma perché l’infrastruttura aeroportuale collocata vicino al campo è di supporto alla struttura che ospita gli immigrati in attesa di riconoscimento, per il servizio di rimpatrio degli stessi.
4) Crotone rientra come la Calabria nell’ex obiettivo 1, regione svantaggiata, per cui la normativa europea ribadisce la necessità di supportare i territori che sono isolati e lontani dal resto del paese e a tal proposito ricordo il PON “Sicurezza per lo Sviluppo – obiettivo Convergenza” 2007 – 2013.
5) E’ inaccettabile che questo Governo, con grande arroganza, continui a difendere gli interessi dei pochi e continui a mettere in ginocchio territori che meritano altra attenzione. Dimostrando di avere nei confronti del Sud una forte determinazione a penalizzare territori che dovrebbero godere di ben altra attenzione, visto le difficoltà che esistono.
Questi sono alcuni dei motivi per cui è necessario difendere l’aeroporto Sant’Anna. Non possiamo accettare che il ministro Passera in termini di razionalizzazione della rete aeroportuale nazionale, preveda la riduzione di alcuni scali, tra cui alcuni da considerare complementari. E’ bene che non si guardi al Sud per renderlo sempre più isolato dal resto del Paese. Ritengo che sia necessario da parte di tutte le istituzioni, una strenua difesa del nostro aeroporto. La difesa del Sant’Anna deve trovare anche la partecipazione dei cittadini, perché non possiamo permettere che dopo tanti sacrifici e tanto impegno, messo in campo per lo sviluppo del nostro aeroporto, la vicenda si chiuda nel silenzio e con tutti i danni che ne deriverebbero.
Giusi Regalino
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“Appoggio in pieno le azioni messe in campo dal presidente della Provincia di Crotone Stano Zurlo in difesa dell’aeroporto Sant’Anna”.
Il presidente del Comitato regionale per la qualità e la fattibilità delle leggi, Salvatore Pacenza, interviene a sostegno dell’annuncio fatto dal presidente dell’Ente intermedio crotonese dopo che il Governo nazionale ha espresso la volontà di inserire lo scalo pitagorico tra i cosiddetti aeroporti complementari e quindi a rischio chiusura.
“Non possiamo accettare quest’ulteriore mortificazione per il territorio – puntualizza l’onorevole Salvatore Pacenza – dopo che Trenitalia ha soppresso i treni a lunga percorrenza. L’aeroscalo Pitagora è l’unica infrastruttura per la mobilità che aggancia il Crotonese al resto d’Italia, considerato che l’alternativa nella disponibilità di questo territorio è il trasporto su gomma con tutti i limiti che esso evidenzia vista l’inadeguatezza della statale 106. Bene ha fatto il presidente Zurlo a chiedere un incontro al ministro Passera e al presidente del Consiglio Monti per ricevere chiarimenti in merito a questo annuncio riguardante gli aeroporti. Bisogna far comprendere che Crotone è uno di quegli aeroscali che devono restare in vita, non perché esso debba produrre numeri, ma perché possa garantire la libera circolazione dei suoi cittadini su territorio nazionale. Invito il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti a battersi anche lui contro l’eventuale rischio di chiusura dell’aeroporto crotonese, chiedendo i dovuti chiarimenti nelle sedi competenti. L’invito è ovviamente esteso a tutta la deputazione calabrese affinché porti il ministro Passera a relazionare sull’argomento in un question time al Parlamento”.
Salvatore Pacenza, cons regionale Pdl
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Le dichiarazioni del Ministro Passera sul dimezzamento di alcuni aeroporti preoccupa e mette in allarme il territorio calabrese .
Lasciare al loro destino 24 scali piccoli detti “complementari” , tra questi Crotone e Reggio Calabria, confinandoli alla gestione diretta degli Enti Locali, vuol dire di fatto chiuderli.
In caso contrario qual’ora i suddetti enti volessero tenerli, mantenendone la gestione diretta, dovrebbero farsi carico interamente delle spese attualmente in capo allo Stato : ENAV,Vigili del Fuoco,Guardia di Finanza, Dogana, Polizia aeroportuale etc etc. Tutto questo, ovviamente significa chiudere . Basta guardare cosa è successo all’aeroporto di Comiso.
Come suggerisce il regolamento Comunitario 1008/2008, gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria servono una regione periferica e in via di sviluppo e in quanto tale beneficiano degli oneri di servizio pubblico per avere i servizi aerei di linea necessari a soddisfare i bisogni primari per lo sviluppo economico del territorio interessato. Nei sopraccitati territori non c’è la possibilità di ricorrere ad altre modalità di trasporto in quanto, soprattutto per il crotonese, non presenti o non idonee a soddisfare il concreto fabbisogno di trasporto e di sviluppo in una Regione a tuttora individuata nell’ Obiettivo Convergenza della politica di coesione Comunitaria.
E poi è assolutamente inconcepibile che il Governo Monti pianifichi di ridurre un consistente numero di aeroporti italiani, mentre in Europa si parla in proposito di “crisi “ della capacità aeroportuale. La commissione per lo sviluppo regionale sottolinea che gli attuali livelli di capacità devono essere incrementati in modo consistente perchè si prevede che entro il 2025 oltre 60 aeroporti europei saranno gravemente congestionati, mentre i 20 più grandi scali aeroportuali saranno saturi. I documenti europei sottolineano l’importanza degli aeroporti nel contesto del trasporto aereo e il loro ruolo essenziale nel garantire la coesione territoriale, economica e sociale sia all’interno degli Stati membri che dell’Unione, con esplicito riferimento alle Regioni periferiche o insulari nelle quali un’ adeguata organizzazione dei collegamenti deve permettere di far fronte agli svantaggi geografici inerenti a tali zone.
E’ indiscutibile l’importanza che gli aeroporti rivestono nella Regione Calabria, così come evidenziato dal Presidente Scopelliti nel suo incontro con il Ministro Passera, e difenderli diventa il compito prioritario di quei territori dove rappresentano l’unico collegamento efficiente con le altre regioni d’Italia ed il resto dell’Europa.
Antonella Stasi
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Apprendo con grande stupore dell’annunciata volontà da parte del Governo Monti, attraverso le dichiarazioni rilasciate dal ministro Passera, di voler mettere mano ad una riclassificazione degli aeroporti italiani. Voler “declassare” il S.Anna a scalo “complementare”, e quindi a rischio chiusura, appare inopportuno e fortemente penalizzante per il crotonese. Tale scelta, probabilmente dettata dalla freddezza dei numeri, a mio avviso, non si può adottare per aeroporti “sociali” come quello di Crotone che hanno contribuito sin dalla nascita e soprattutto negli ultimi anni a consolidare anche l’economia di un territorio.
L’aeroporto S. Anna ha svolto e svolge il ruolo di collegamento con il resto dell’Italia prima che del mondo ed ha sopperito alle deficienze infrastrutturali ormai ataviche che riguardano la Calabria ma soprattutto il nostro territorio. E’ inconcepibile una simile scelta in quanto farebbe ritornare indietro un territorio storicamente emarginato, abbandonato e sempre martoriato da tagli, mancanza di investimenti concreti, serie occasioni di sviluppo.
Esprimo tutta l’amarezza che una così precipitosa scelta potrebbe avere sull’intero sviluppo territoriale. E’ mia intenzione chiedere il supporto, prima delle Istituzioni territoriali e regionali affinché una simile catastrofe sia scongiurata. Il presidente Scopelliti ed il presidente Zurlo siano, assieme a tutta la nostra rappresentanza territoriale e nazionale, portavoci di questo malessere generale che si è scatenato a seguito delle dichiarazioni del ministro Passera. Giocare sulla freddezza dei numeri non significa dare a tutti gli stessi servizi, la provincia di Crotone, la fascia jonica verrebbero isolati completamente. Ciò comporta sicuramente anche il venir meno dei turisti, quindi posti di lavoro per i nostri concittadini, e il servizio di trasporto aereo per tutto il tessuto produttivo.
Portare l’aeroporto ad avere credibilità nel sistema economico nazionale è costato molti sacrifici agli Enti impegnati assiduamente in questa fase di rilancio, consolidamento e crescita. Finora i risultati ci sono stati e le prospettive, anche se con molte difficoltà e tanto impegno di lavoro, sono ottimistiche.
Fermare un processo di crescita significherebbe isolare completamente questo territorio. Pertanto le Istituzioni si attivino affinché tutto ciò non accada. Siamo convinti che in Italia esistano sprechi, ma colpire le piccole realtà che stanno crescendo significa mandare un intero territorio sull’orlo del baratro.
Accolgo positivamente l’intervento del presidente Zurlo nella quale annuncia un Consiglio provinciale aperto su questo tema, segno che l’attenzione non deve calare in quanto è in gioco il futuro del nostro territorio.
Il nostro aeroporto nel contesto regionale calabrese ha un ruolo di collegamento primario rispetto alla mancanza di ulteriori collegamenti infrastrutturali, pertanto non può esser chiuso bensì deve ritenersi quale arteria primaria di collegamento con il resto del mondo. Puntare sull’aeroporto significa non attendere altri 60 anni per realizzare una strada statale che, ahinoi, non vedrà mai la luce per la mancanza di fondi, lentezza burocratica e fasi di realizzazione. Sviluppare uno scalo aeroportuale significa permettere, avendo una infrastruttura seria come quella del S. Anna, offrire anche ai nostri concittadini servizi che di certo una statale vecchia ed obsoleta nonché una rete ferroviaria quasi inesistente possono di certo offrire.
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Gianluca Bruno
Vicepresidente Aeroporto S.Anna S.p.A.
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“Promuovere un tavolo di concertazione con Trenitalia e la Regione Calabria per modificare ed integrare l’offerta di trasporto ferroviario lungo la dorsale jonica, individuando nella stazione di Crotone un punto di attestazione dei convogli al fine di garantire l’occupazione del personale ferroviario e del personale addetto al servizio di pulizia”. E’ quanto chiedono i parlamentari del Partito Democratico Nicodemo Oliverio e Franco Laratta, in una interrogazione del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti. “La Regione Calabria – scrivono i due deputati del Pd - si era impegnata ad avviare ogni azione necessaria all’ammodernamento della Ferrovia Jonica – Sibari, Crotone, Reggio Calabria - attraverso l’eventuale stipula di specifici Accordi di Programma Quadri per i fondi Europei 2007/2013, tra la Regione Calabria il Governo Nazionale e le Ferrovie in modo d’inserire tale obiettivo tra le priorità della programmazione dei fondi stessi. Il nuovo piano d’impresa delle Ferrovie, invece, non prevede alcun investimento sul trasporto ferroviario della linea Jonica, dimostrando una scarsa informazione sulla domanda di mobilità e poca attenzione ai bisogni del territorio; la sensazione è che Trenitalia sia maggiormente preoccupata degli aspetti economici delle proprie scelte e preferisca pertanto causare il sostanziale isolamento del territorio jonico. Il Governo aveva dichiarato di volersi adoperare, attraverso lo stanziamento di 10 miliardi di euro, per migliorare il sistema infrastrutturale del sud, ma questa disattenzione nei confronti delle infrastrutture ferroviarie sembra smentire quanto annunciato, con un’ingiustificata penalizzazione di oltre un milione e mezzo di cittadini. Recentemente – evidenziano Oliverio e Laratta - Trenitalia ha disposto la soppressione di alcuni treni a lunga percorrenza. Il servizio dei treni soppressi è effettuato con corse sostitutive di pullman che non garantiscono lo stesso livello qualitativo del treno e penalizzano l’intero personale di servizio della stazione di Crotone: 50 lavoratori, di cui 12 in cassa integrazione guadagni straordinaria. i treni che Trenitalia ha deciso di cancellare potrebbero essere sostituiti con il materiale ferroviario attualmente fermo a causa dell’interruzione, per il crollo di un ponte, della linea ferroviaria Catanzaro Lido - Lametia Terme Centrale. In questo modo – concludono i due esponenti democratici - si potrebbe garantire il collegamento, utilizzando la linea Sibari-Taranto-Bari, dell’area jonica con i treni diretti al nord”.
Nicodemo OLiverio, parlamentare Pd





